La rete

A Genova ci sono più di 220 realtà che si occupano di recuperare eccedenze alimentari e di distribuire cibo alle persone in difficoltà economica.

Nonostante questo, ogni anno sono quasi 10.000 le tonnellate di cibo sprecato in città, e più di 20.000 le persone in povertà alimentare.

La rete Ricibo nasce nel 2017, come risposta concreta al problema della povertà e dello spreco alimentare, dalla volontà di alcune organizzazioni cittadine sia laiche che religiose, che hanno deciso di riunirsi in una rete, con l’obiettivo di rafforzare l’impatto delle azioni di recupero e distribuzione in città.

Sogniamo una città a spreco zero, in cui il cibo è visto come un bene comune. Perseguiamo una logica di comunità: insieme si riesce ad andare più lontano

Essere in rete ci permette di realizzare molte idee, con una forza e un potenziale maggiore della somma delle nostre realtà prese singolarmente.

In questo modo ottimizziamo tempi e costi, ma soprattutto sviluppiamo un senso di identità intorno al tema della lotta allo spreco alimentare.

I valori

Il cibo per noi è un bene comune, tutti dovrebbero avere accesso a un’alimentazione sana, e la filiera che lo produce e distribuisce dovrebbe funzionare in modo tale da preservare le risorse fondamentali per la vita. Il primo passo è garantire a tutti l’accesso al cibo, in quantità e qualità e nel rispetto della dignità, delle tradizioni e della cultura d’appartenenza di ciascuno, in un’ottica di inclusione delle persone, perchè per noi è importante la loro partecipazione proattiva a tutto quello che le riguarda, e dei territori. Un modello di rete basato sulla cooperazione e l’economia collaborativa, anche attraverso la lotta allo spreco alimentare, per una città circolare, sostenibile, con un’economia a spreco zero.

Pensiamo che il valore stia nelle azioni concrete.

I valori che più ci rappresentano: l’accesso l’inclusione la sostenibilità

La struttura della rete

La rete Ricibo è riconosciuta come un bene comune del Comune di Genova. Per sua natura è apartitica e aperta a tutte quelle realtà che si riconoscono nei suoi valori e nella sua missione attraverso un accordo di cooperazione.

I partners fondatori sono 6 (Associazione Comunità San Benedetto al porto, Caritas Diocesana Genovese, Croce Rossa – Comitato Genova, Ass. Sole e luna, Ass. Borgo Solidale, Arciconfraternita Morte e Orazione in Voltri) e hanno definito nel tempo i nostri valori e le modalità di lavoro.

Le associazioni che nel tempo si sono unite alla rete ora sono più di 60 e le puoi vedere nella mappa.

La nostra storia

Genova è una città con una lunga tradizione di solidarietà, ricca di associazioni che recuperano le eccedenze alimentari e le distribuiscono a persone in difficoltà.

Nel 2016 il lavoro di queste associazioni ha ricevuto una bella spinta istituzionale: la legge n. 166, anche conosciuta come legge Gadda, proprio da quell’anno dà una cornice normativa al recupero delle eccedenze a fini di solidarietà. Inoltre, il Comune di Genova le ha riunite intorno a un tavolo di lavoro e il confronto tra i vari soggetti ha fatto emergere l’esigenza di fare rete sul territorio per scambiarsi buone pratiche e competenze e per migliorare l’efficienza del recupero e della distribuzione di beni alimentari. È nata così l’idea della rete Ricibo: dalla consapevolezza che ognuno di noi faceva molto, ma che unendo le forze, avremmo potuto pensare in grande e andare più lontano.

Nel 2017 sono successe tre cose fondamentali: la nascita della pagina facebook di Ricibo, primo spazio virtuale tutto nostro; la nascita formale di Ricibo, con la firma di un accordo di cooperazione di rete da parte delle 6 Associazioni fondatrici; l’iscrizione, da parte del Comune di Genova, della nostra rete alla lista dei BENI COMUNI del territorio.

La Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione Carige hanno creduto nel nostro progetto e hanno deciso di finanziarlo.

Così abbiamo iniziato a lavorare per realizzare il nostro ideale di città in cui lotta allo spreco, l’inclusione e la giustizia sociale sono priorità che vanno di pari passo.

Nel 2018 il Comune di Genova ha introdotto una novità: la riduzione della Tari per le aziende che donano le eccedenze alle associazioni, a fini di solidarietà. Genova è stata la seconda città in Italia ad applicare questo provvedimento, previsto dalla legge Gadda.

Se abbiamo iniziato in sei, nel 2019 le associazioni che hanno firmato l’accordo di rete sono diventate 60 e le Aziende che hanno instaurato un rapporto di collaborazione e donano eccedenze con regolarità sono oltre 40.

Il 2020, l’anno in cui è esplosa la pandemia da Covid19, il Comune di Genova ha promosso la costituzione di un tavolo per l’emergenza alimentare, coinvolgendo tutte le associazioni che sul territorio si occupano di distribuzione del cibo a persone in difficoltà economica. Questo, col tempo, si sta trasformando in un tavolo per le food policy.

Se all’inizio pensavamo che diminuire la quantità di cibo che finisce in discarica fosse già un buon risultato, col tempo abbiamo cominciato a volere di più. Ora proviamo ad avere un approccio sistemico al tema dello spreco alimentare, per gettare le basi per una città a spreco zero.

  • 2016

    Riuniti intorno a un tavolo

    Nasce l’idea di Ricibo

  • 2017

    Firma dell’accordo

    Nasce formalmente rete Ricibo e diventa
    un bene comune della città di Genova

    2017

  • 2018

    Inizia il progetto

    Grazie a Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Carige

  • 2019

    La nostra rete

    Le associazioni della rete raggiungono quota 60

    2019

  • 2020

    Un approccio sistemico

    Lavoriamo per gettare le basi per una città a spreco zero