La rete, per poter perseguire al meglio gli obiettivi che si è fissata e per poter svolgere il proprio lavoro sul territorio in modo efficace ed efficiente, si è posta come modus operandi uno studio approfondito e in continuo aggiornamento delle normative di riferimento per chi si occupa di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari.

Agenda 2030

Sul piano internazionale il rimando è all’Agenda 2030, in cui vengono fissati 17  Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs). Il documento, datato 25 settembre 2015, è stato sottoscritto a Parigi da 193 Paesi dalle Nazioni Unite come guida dei comportamenti dei singoli, delle imprese, delle comunità, e indica, oltre ai 17 obiettivi, anche 169 traguardi concreti da raggiungere entro il 2030. In particolare, l’obiettivo 12.3 impegna i firmatari a ridurre del 50% gli sprechi alimentari di rivenditori e consumatori, e di ridurre anche le perdite nelle fasi precedenti della catena agroalimentare.

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Legge 166/2016 e successivi decreti attuativi

In Italia nel 2016 è stata promulgata la legge 166 “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi”, che regolamenta le agevolazioni fiscali per i soggetti donatori e non solo. La Legge Gadda infatti si pone l’obiettivo della lotta allo spreco alimentare, favorendo tutte le iniziative che consentono di evitare che del cibo ancora edibile diventi invece spazzatura, riordinando tutto quello che era stato fatto precedentemente in questa direzione e fornendo quindi un punto di riferimento per chi a vario titolo si affaccia su questo mondo. Tra i punti più importanti vi sono:

  • definizione chiara di tutti i termini che si utilizzano quando si parla di “spreco alimentare”: spreco, eccedenza, operatore del settore alimentare, soggetto cedente, donazione, distinzione tra termine minimo di conservazione e data di scadenza;
  • semplificazione delle procedure per il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari;
  • diffusione delle doggy bag nei ristoranti;
  • riduzione della tassa sui rifiuti per chi dona cibo;
  • introduzione nelle scuole di un insegnamento sull’educazione alimentare e sulla lotta agli sprechi;
  • campagne di comunicazione sui temi dell’educazione alimentare e della riduzione degli sprechi per incentivare le donazioni delle eccedenze da parte delle aziende e sensibilizzare i consumatori;
  • finanziamenti per chi sviluppa progetti di ricerca nel settore;
  • impiego di alimenti recuperati per nutrire gli animali nel caso in cui questi non possano più essere utilizzati direttamente dall’uomo.

La Legge è stata poi modificata con la Legge di Bilancio 2018, che ha ampliato il ventaglio dei prodotti che possono essere donati aggiungendo i medicinali, specifica meglio le procedure per la diminuzione della Tari per i donatori e ribadisce l’importanza di campagne di sensibilizzazione sul tema della lotta allo spreco.

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Ministero della salute – Linee indirizzo per la ristorazione

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Agevolazioni: Riduzione della TARI

A Genova la Legge 166/2016 ha reso possibile la modifica del Regolamento per la Disciplina della Tassa sui Rifiuti (TARI) deliberata a febbraio 2018, che prevede all’articolo 18bis

“per le utenze non domestiche relative ad attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere, che producono o distribuiscono beni alimentari e che, nel rispetto dei requisiti igienicosanitari, cedano, in via continuativa e a titolo gratuito, prodotti alimentari derivanti dalla propria attività da destinare a persone e famiglie indigenti ed in maggiore condizioni di bisogno, la parte variabile della tariffa è ridotta, a consuntivo, fino al limite massimo del 30%, sulla base del quantitativo di beni alimentari ceduti espresso in kg.”

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Come chiedere la riduzione della TARI

Manuale per corrette prassi operative per le organizzazioni caritative

Oltre alle normative relative alle ricadute del recupero delle eccedenze, ci sono anche quelle che ne regolamentano la conservazione, il trasporto e le condizioni per la redistribuzione. Si parla quindi di prassi igieniche, rintracciabilità, criteri per la raccolta, il recupero e la gestione degli alimenti, di norme nazionali ed europee che disciplinano tutti questi aspetti.

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