Le imprese commerciali e gli operatori del settore alimentare che lo desiderano, possono gestire in modo responsabile le loro eccedenze alimentari e/o farmaceutiche donando i prodotti invenduti o non più commercializzabili ed incaricando un soggetto donatario per la loro ridistribuzione ai fini di solidarietà sociale. Questo è possibile grazie alla Legge 166/2016 e succ. modificazioni, che regolano “la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici ai fini di solidarietà̀ sociale e per la limitazione degli sprechi

I vantaggi

  • La cessione gratuita a fini di solidarietà sociale, di beni prodotti o commercializzati dall’impresa NON E’ CONSIDERATA REDDITO ed è ESENTE DA IVA.
  • RIDUZIONE TARI in proporzione alle quantità donate
  • SEMPLIFICAZIONI BUROCRATICHE: grazie alla APP Bring the Food tutta la documentazione richiesta ai fini di riduzioni e agevolazioni è prodotta automaticamente.
  • La donazione è di fatto un’azione di RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
  • Miglioramento dell’immagine aziendale e del legame con il territorio lavorando in rete con Istituzione e Terzo settore

Riduzione TARI

Norma Riduzione Adempimenti Impresa cedente Adempimenti Beneficiari
DCC-2018-9

MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AL REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA TASSA SUI RIFIUTI (TARI) – Comune di Genova

Riduzione della parte variabile della TARI in proporzione alle quantità (kg)di prodotti alimentari ceduti fino a un massimo del 30% corrispondente a 2.000kg Entro il 31/1 dell’anno successivo a quello di competenza, dovrà essere presentata, ai sensi dell’art. 23, specifica istanza al Comune con allegata documentazione cartacea comprovante il quantitativo di beni alimentari ceduti, con attestazione di ricevimento da parte delle associazioni assistenziali o di volontariato beneficiarie

Agevolazioni Fiscali IVA (dal 1/1/2018)

Norma Agevolazioni Adempimenti Impresa cedente Adempimenti Beneficiario

Art. 16
comma 1 L. 166/2016
e succ. Modificazioni (legge n.205/2017)
I beni donati si considerano DISTRUTTI ai fini IVA (Iva sugli acquisti detraibile) emissione documento di trasporto DDT (DPR 472/36) o documento equipollente

*si veda nota.

*Dichiarazione trimestrale consuntiva con gli estremi dei DDT relativi alle cessioni, entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre con la sottoscrizione dell’impegno ad utilizzare i beni ricevuti in conformità alle proprie finalità istituzionali. (art.16 c.3 L.166/016)

Agevolazioni Fiscali IRES –IMPOSTE DIRETTE (dal 1/1/2018)

Norma Agevolazioni Adempimenti Impresa cedente Adempimenti Beneficiari

Art. 16
comma 2 L. 166/016
e succ.
Modificazioni (legge n.205/2017)
Il costo di acquisto è interamente deducibile

non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa e pertanto il relativo valore normale non costituisce ricavo per l’impresa ex art. 85, comma 2, TUIR

Non richiesto per le cessioni gratuite con valore < € 15.000 e per le cessioni aventi ad oggetto beni alimentari facilmente deperibili, altrimenti si veda nota* Dichiarazione trimestrale di utilizzo dei beni ceduti

(art.16 c. 3 L.166/016)

*comunicazione telematica all’amm.ne finanziaria o ai comandi del corpo della Guardia di Finanza riepilogativa delle cessioni effettuate in ciascun mese, entro il giorno 5 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate le cessioni in via telematica , qualora i beni superino il valore di Euro 15.000, per ogni singola cessione; per le cessioni di eccedenze alimentari facilmente deperibili si è esonerati dall’obbligo di comunicazione (art.16 c. 3  L.166/016).

Approfondimenti

Gli operatori del settore alimentare possono cedere gratuitamente le eccedenze alimentari a  soggetti  donatari i quali possono  ritirarle  direttamente  o  incaricandone   altro   soggetto donatario.

Ai fini della legge L. 166/2016E’ consentita la cessione a titolo gratuito dei seguenti prodotti:

  • le eccedenze alimentari cioè i prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza del prodotto, sono: invenduti o non somministrati per carenza di domanda, ritirati dalla vendita in quanto non conformi ai requisiti aziendali di vendita, rimanenze di attività promozionali, prossimi al raggiungimento della data di scadenza, rimanenze di prove di immissione in commercio di nuovi prodotti, invenduti a causa di danni provocati da eventi meteorologici, invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione, non idonei alla commercializzazione per alterazioni dell’imballaggio secondario che non inficiano le idonee condizioni di conservazione
  • eccedenze di prodotti agricoli in campo o di prodotti di allevamento idonei al consumo umano ed animale ai  soggetti    Le operazioni  di raccolta o ritiro dei prodotti agricoli effettuate  direttamente  dai soggetti  donatari  o  da  loro  incaricati  sono  svolte  sotto   la responsabilità di chi effettua le attività medesime
  • i medicinali destinati alla donazione;
  • gli articoli di medicazione di cui le farmacie devono obbligatoriamente essere dotate secondo la farmacopea ufficiale “non più commercializzati, purché in confezioni integre, correttamente conservati e ancora nel periodo di validità, in modo tale da garantire la qualità, la sicurezza e l’efficacia originarie
  • i prodotti destinati all’igiene e alla cura della persona, i prodotti per l’igiene e la pulizia della casa, gli integratori alimentari, i biocidi, i presìdi medico chirurgici, i prodotti di cartoleria e di cancellaria, non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l’idoneità all’utilizzo o per altri motivi similari;

Modalità’ di Cessione

  1. La cessione di eccedenze alimentari è consentita anche oltre il termine minimo di conservazione, purchè siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione
  2. Le eccedenze alimentari, nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza e della data di scadenza, possono  essere ulteriormente trasformate in prodotti destinati in via prioritaria all’alimentazione umana o al sostegno vitale di animali.
  3. I prodotti finiti della panificazione e i derivati, che, non essendo stati venduti o somministrati entro le ventiquattro  ore  successive  alla produzione, risultano eccedenti presso le rivendite di negozi, grande distribuzione, i produttori artigianali  o  industriali, ristorazione  organizzata,  inclusi   gli agriturismi, e  la ristorazione collettiva, possono essere donati a soggetti donatari.

Requisiti e conservazione delle eccedenze alimentari per la cessione gratuita

  1. Gli operatori del settore alimentare che effettuano le cessioni devono prevedere corrette prassi  operative al fine di garantire la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti.

Essi sono responsabili del mantenimento dei requisiti igienico-sanitari dei prodotti  alimentari secondo le normative vigenti, fino al momento della cessione ai soggetti donatari. Questi ultimi diventano equiparabili, nei limiti del servizio prestato, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione,  trasporto,  deposito  e utilizzo degli stessi.

  1. Ai fini della cessione, gli operatori del settore alimentare operano una selezione degli alimenti in base ai requisiti di qualità  e  igienico-sanitari,  nel  rispetto  delle norme vigenti.
  2. Gli operatori  del  settore  alimentare  adottano  le   misure necessarie per evitare rischi di  commistione  o  di  scambio  tra  i prodotti destinati ai diversi impieghi.

Definizioni

«termine minimo di conservazione»: la data fino alla quale un prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione. Gli alimenti che  hanno  superato  tale termine possono essere ceduti ai sensi  dell’articolo  4,  garantendo l’integrità dell’imballaggio primario  e  le  idonee  condizioni  di conservazione;

«soggetti donatari»: gli  enti  pubblici  nonche’  gli  enti privati costituiti per il perseguimento, senza  scopo  di  lucro,  di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza  con  i  rispettivi  statuti  o  atti costitutivi, promuovono e realizzano attività  d’interesse  generale anche mediante la produzione e  lo  scambio  di  beni  e  servizi  di utilità sociale nonchè attraverso forme di mutualità.

Sono in ogni caso considerati ONLUS, nel rispetto della loro struttura e delle loro finalità, gli  organismi di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266  , iscritti nei  registri  istituiti  dalle  regioni  e  dalle province autonome di Trento e di Bolzano, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49 , e le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 , nonche’ i consorzi  di  cui all’art. 8 della predetta legge n. 381 del 1991 che abbiano la base sociale formata per il  cento  per  cento da cooperative sociali. Sono fatte salve le previsioni di maggior favore relative agli organismi  di  volontariato, alle organizzazioni  non  governative  e  alle  cooperative sociali di cui, rispettivamente, alle citate leggi  n.  266 del 1991 , n. 49 del 1987 e n. 381 del 1991.

Gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o  intese e le associazioni di promozione sociale  (si veda per approfondimenti art.2 della legge)

Non si considerano in ogni caso ONLUS gli  enti pubblici,  le  società  commerciali  diverse  da   quelle cooperative, gli enti conferenti  di  cui  alla  legge  30 luglio 1990, n. 218 , i partiti e i movimenti politici,  le organizzazioni sindacali,  le  associazioni  di  datori  di lavoro e le associazioni di categoria.”